Nel concepire una stalla ex novo in questo luogo abbiamo fortemente voluto realizzare un fienile con essicazione in due tempi: trattasi di un grande ambiente dove il fieno sfuso, non ancora del tutto secco, viene ventilato con dell’aria che, attraversando un’intercapedine sotto il tetto, ha un elevato potere essicante. Fare il fieno in due tempi, ossia finire la sua essicazione artificialmente grazie all’ausilio di aria “essicata” dal sole che riscalda la copertura, significa impiegare meno tempo per essiccare il fieno all’aperto e, di conseguenza, dipendere meno dalle condizioni metereologiche. Così facendo riusciamo ad anticipare gli sfalci aumentando la qualità, qualità che aumenta grazie anche alle minor lavorazioni in campo che fanno generalmente perdere la foglia della pianta.

Ottenere un fieno di maggior qualità vuol dire ridurre la necessità di altri apporti alimentari e quindi legare maggiormente il prodotto finale al territorio. Perpetrare la fienagione in montagna è, causa la fatica e la bassa produttività, quasi anti-economico. Eppure crediamo che il sacrificio che essa comporta fa parte della responsabilità che ci sentiamo addosso quali custodi di un paesaggio montano. Le montagne non sono attrattive per le loro vette, o quanto meno non solo, ma per la cura dei prati ai pedi delle stesse. Desideriamo con queste scelte ardite offrire un prodotto effettivamente figlio del territorio da cui nasce; a questo territorio restituiamo la cura che merita.